Storie di ordinaria repressione – Sciopero generale della logistica

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Il 22 marzo ha avuto luogo lo scopero generale della logistica, allo scopo di denunciare condizioni di lavoro dei facchini, sottoposti a un sistematico sfruttamento dove ogni obiezione viene messa a tacere con il licenziamento o vere e proprie minaccie.

I lavoratori aderenti al sindacato Si-Cobas di Bologna, insieme a collettivi autonomi, hanno rotto il silenzio imposto con la complicità dei maggiori sindacati, occupando gli ingressi dell’interporto, di Sda e Coop.

Inevitabile, sarà che siamo abituati male, un’azione repressiva da parte delle forze dell’ordine che, con un modus operandi che ricorda la freddezza e la brutalità del poliziotto che durante l’occupazione dell’università americana UC Davis ricopre le facce di inermi studenti di spray urticante, caricano il picchetto e inseguono i manifesanti lungo la via emilia per parecchie centinaia di metri.

Il paragone sorge spontaneo, è evidente come il danno economico dovuto a un ritardo di poche ore sulla consegna delle merci ai magazzini sia stato ritenuto più importante della vita delle persone che negli stessi magazzini soffrono un oppressione disumana da parte di padroni chiusi a ogni confronto e trattativa.

La stessa disumanità con cui è stato represso il dissenso dei lavoratori Ikea di Piacenza durante la mobilitazione a seguito dell’annuncio di nuovi licenziamenti, che ha portato al rilascio da parte della questura di Piacenza di un foglio di via della durata di 3 anni nei confronti di un sindacalista.

Personalmente ritengo che fare ulteriore cronaca su quello che successo non sia necessario, a me è bastato guardare QUESTO VIDEO per farmi un idea di quello che sta accadendo.

Il 6 Aprile, è stata indetta una manifestazione perchè questa storia di ordinaria repressione non finisca nel tipico dimenticatoio italiano,

che è ormai fin troppo pieno.

 

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