Zona Antiproibizionista


FESTA DEL RACCOLTO 2018

Festa del Raccolto GE 2018

Anche quest’anno il csoa Terra di Nessuno è lieto di annunciare l’appuntamento con la Festa del Raccolto. Tuttavia, a differenza degli altri anni, ci saranno dei cambiamenti, primo tra tutti, la non distribuzione capillare del nostro raccolto. Purtroppo questo non è stato e tuttora non è un anno facile per le realtà come la nostra: gli attacchi a tutti gli spazi occupati, alle loro pratiche e a quello che rappresentano, sono ormai all’ordine del giorno.
Ma non sempre tutto il male vien per nuocere: la messa in discussione di ciò che facciamo ha portato l’intero collettivo a ragionare sull’effettiva solidità delle basi su cui poggia il nostro modo di contribuire al movimento antiproibizionista. Quello di cui ci siamo resi conto è che, in tempi come questi, gestire la Festa del Raccolto come gli anni passati non sarebbe stato sostenibile. Nonostante ciò, la cannabis rimane protagonista di questo evento e dei nostri percorsi. La lotta alla repressione non si è fermata, così come la produzione per i pazienti e la nostra voglia di crescere e garantire la presenza del csoa Terra di Nessuno nel movimento antiproibizionista nazionale e di “Infojoint” e “Midriasi Lab” nei nostri territori.
Durante l’ultimo anno l’impegno del collettivo si è concentrato sul consolidamento dei propri principi in riferimento alle lotte e alle pratiche, e sullo sviluppo di un numero sempre maggiore di attività e proposte. Questo è significato, sfortunatamente, dover sacrificare momenti per noi importanti: sacrifici fatti nella speranza di continuare a migliorarci e a crescere.
Diverse idee, progetti, collettivi e attività sono nate e hanno trovato spazio per realizzarsi.
Il collettivo antiproibizionista “Infojoint” si è focalizzato sulla riduzione del danno e ha dato vita a “Midriasi Lab”, impegnato nell’ambiente rave e non solo, con materiali di informazione, analisi sostanze e pratiche di primo soccorso. Il collettivo è in rete con diverse realtà nazionali con l’obiettivo di rendere più consapevoli e critici i consumatori di sostanze.
“Back 2 The Culture”, uno dei principali collettivi hip-hop genovesi, ha trovato al Terra di Nessuno spazio per prove ed eventi, facendo partecipare numerosi ragazzi a jam pomeridiane e serali, dandogli l’opportunità di esprimersi direttamente da un palco.
“Nowhere Labs” nasce da una spinta verso l’autoproduzione per sottrarsi al sistema capitalistico che ci inghiotte: dall’allestimento di uno studio di registrazione fino al laboratorio di serigrafia, è riuscito in breve a divenire autonomo e già presente nella maggior parte degli eventi genovesi.
Vi auguriamo dunque di godervi la nostra e vostra Festa del Raccolto, nella speranza che non sia l’ultima, ma anzi che grazie alla partecipazione di tutti possa prosperare e contribuire ai valori della città di sotto.

Csoa Terra di Nessuno

Proiezione del film re:legalized @CSOA TDN

Venerdì 6 Aprile al TDN ci sarà la proiezione del film “re:legalized, offre Coque Huawei un viaggio nella cannabis rilegalizzata”. Lo scopo è quello di coinvolgere più consumatori possibili nell’attività di contrasto al narcotraffico e alla repressione statale verso chi autoproduce o consuma Cannabis, pianta dai mille benefici. L’attività di contrasto presegue tramite diffusione di consapevolezza e tramite percorsi pratici, offre coque huawei di attivismo e condivisione, coque huawei Livraison rapide di pratiche che allontanino i consumatori come ragazzini o pazienti dal mercato delle mafie, coque iphone for sale dimostrando che non c’è miglior sensibilizzazione in ambito della Cannabis di quella che permetta ai consumatori di potersi coltivare le proprie piante.

Festa della Semina 2018 // Collettivo Infojoint Zena in Terra di Nessuno

Di anno in anno, e di semina in semina, al Terra di Nessuno ci si prepara ad un raccolto; non un raccolto qualsiasi, assoggettato alla legge economica oppure al profitto, ma in prospettiva di un cambiamento. Un cambiamento che significa anche libertà di scelta nonché d’utilizzo di ciò che la natura ha da offrirci. E’ nel rispetto che nutriamo proprio nei confronti della natura oggigiorno sfruttata che ci imponiamo nettamente alle restrizioni messe in atto dalla cecità dei governi a cui importa far cassa piuttosto che agevolare le vite di noi tutt*. Un mutamento ideale è certamente la totale liberalizzazione della marijuana, dei suoi derivati, e anche di tutte le altre sostanze definite illegali perché immerse nella disinformazione e ancor prima nell’oscurantismo. I discorsi morali adoperati ad hoc dai media per decenni circa queste problematiche si stanno ridimensionando in un’ottica più reale consentendo il superamento dei cosiddetti tabù. Agendo su questa “buena onda” con consapevolezza, costanza ed equilibrio si può giungere al cambio di paradigma necessario per la riuscita di un rapporto armonioso con l’ecosistema, non più sottomesso all’industria.
Da tempo nella cerchia antipro non poche realtà, anche istituzionalizzate (programmi di riduzione del danno ASL per esempio), cercano di far breccia: portando luce e verità nelle idee e nelle decisioni di chi ancora rimane nel limbo del giusto e dello sbagliato, del legale e dell’illegale. Un lavoro, un’opera, che spetterebbe a tutti i consumatori, abituali e non, per contagiare tutto un sistema che prospera sulle restrizioni, che affolla le carceri e che crea dispostivi di controllo coercitivi.
L’isterìa di massa generatasi in questo secolo ha come risultati  presenti bulimie, anoressie, abuso, esclusione sociale  e un climax di precarietà e conflitto, con idoli operanti alla cima di questa “matassa” come: il denaro, il successo, la perfezione, il potere, il decoro, la sicurezza (di chi?), che non sono altro che la materializzazione dei veleni tossici per l’anima. La nostra risposta di coltivare liberamente e senza remore è anche  in risposta a queste dinamiche, la nostra lotta al proibizionismo è parte di un tessuto di lotte più ampio e generalizzato che attraversa tutte le sfere dell’abitare e che non si ferma al solo interesse per l’uso, che dev’essere consapevole per essere costruttivo.

 

 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/infojointzena/

Diffondere la resistenza cannabica attraverso l’autoproduzione!

Senza semina non c’è raccolto, per questo anche quest’anno al Centro Sociale Autogestito Terra di Nessuno celebreremo questo momento, allo scopo di diffondere la pratica dell’autoproduzione di Cannabis come opposizione a mafie e monopoli, che vogliono mantenere l’esclusiva dello sfruttamento di questa risorsa.
La politica non fa nulla si limita a mantenere lo stato delle cose disincentivando uno sviluppo virtuoso di questo settore. Dissimula, inganna e compie azioni false come proposte di legge campate per aria e l’iniziativa cannabis di stato: assolutamente inefficaci e inconcludenti. Di fatto depotenziano le azioni dal basso escludendo ai cittadini di contribuire realmente a creare un alternativa reale e sostenibile al proibizionismo. Lasciando intoccato il feroce impianto repressivo vigente producendo abusi di potere e di sostanze, ignoranza e indebolimento degli strati più esposti come studenti e fasce sociali deboli; combinandosi e aggravando ulteriormente la già complessa situazione legata ai grandi flussi migratori oltre a quella di chi fa uso di cannabis a scopo terapeutico.
E’ il momento di superare questo oscurantismo che fa solo gli interessi di pochi e tornare ai tempi in cui la canapa era una risorsa forte per l’economia del nostro paese. La legge vigente consente a tutti di coltivare cannabis certificata a bassissimo contenuto di thc per svariati scopi: dall’agricolo al vivaistico o a scopo di ricerca. Questo consente a chiunque, seguendo semplici criteri di legge, di autoprodurre canapa sia a livello di coltivazione su larga scala o in ambito domestico.
Crediamo sia necessario spostare l’interesse privato sullo sfruttamento di questa pianta rendendola patrimonio collettivo.
Creare un meccanismo virtuoso che sconfigga le mafie e lo sfruttamento legato al narcotraffico; che affronti gli episodi di abuso e degrado conseguenza di politiche repressive che escludono prevenzione conoscenza ed educazione. Per questo intendiamo creare un nuovo paradigma sostenibile, che riconosca e non punisca l’utilizzo di sostanze e lo aiuti a svilupparsi equilibratamente attraverso pratiche di riduzione del danno, informazione, educazione responsabile ed autoproduzione. Per un rilancio sostenibile attraverso questa risorsa che per troppo tempo ci è stata sottratta.
Dopo che al Csoa Gabrio la polizia ha sequestrato tutte le piante che il centro storicamente autoproduce e condivide con pazienti e frequentatori è nata una campagna di sensibilizzazione che spinga sull’informazione e sull’autoproduzione, gridando che Quell’erba è anche mia! Che tutti dovremmo avere la possibilità di poter scegliere come reperire la sostanza, se comprarla in appositi negozi o coltivarla con tutta la passione, impegno e interesse. L’autoproduzione di cannabis non danneggia nessuno se non i mercati di mafie e stati, cosa stiamo aspettando a piantarla?
Vi aspettiamo per portare avanti questa questione politica che fa parte di tutti noi e che non esclude nessuno!
Informati, supporta e segui : InfoJoint Zena, Infoshock Xm24, lab57 e Fino alla fine del mondo proibizionista su facebook e sui loro blog. Attivati e unisciti alla lotta!
Ci teniamo ad aggiungere che in questo periodo lo storico spazio Xm24 alla bolognina è minacciato di sgombero. Questo spazio e le persone che lo vivono hanno contribuito alla lotta antiproibizionista dai suoi primi passi, e non solo a questa, attraversando e dando forza a tutti i movimenti resistenti cui sentiamo di appartenere. Per questo va difeso. Difendi Xm e tutti gli spazi resistenti.

Solidarietà al CSOA Gabrio! Le idee non si sequestrano!

AUTOPRODUCIAMO E LOTTIAMO CONTRO PROIBIZIONISMO E REPRESSIONE! Mentre nelle aule del parlamento e nel dibattito pubblico la questione della legalizzazione della cannabis si fa lentamente strada, riceviamo la notizia di un irruzione da parte della DIGOS nei locali del Csoa Gabrio di Torino, con lo scopo di sequestrare le piante di cannabis che il Centro Sociale autoproduceva. Un intero quartiere militarizzato, muri sfondati, finestre rotte e intimidazioni poliziesche. Questa vile aggressione ai danni di una realtà autogestita presente sul territorio e attiva nella lotta antiproibizionista, pone in luce quanto l’apparato repressivo dello Stato continui a non voler fare i conti con il fallimento del proibizionismo e delle sue pratiche di criminalizzazione.

La volontà di attaccare un percorso politico che fa della rivendicazione dell’autoproduzione un punto fondamentale della propria lotta, denota quanto questa aggressione abbia un carattere politico, al quale tutte le realtà antiproibizioniste hanno il dovere di rispondere. Il CSOA Gabrio ha da sempre rivendicato il suo percorso di autoproduzione al fine di scardinare la logica proibizionista che impone di alimentare il narcotraffico e criminalizzare gli utilizzatori di sostanze. Da decenni porta avanti la lotta antiproibizionista in tutte le sue forme: dall’autoproduzione alle pratiche di riduzione del danno, dal supporto ai pazienti che si curano con la cannabis ai momenti di socialità e condivisione della Festa del Raccolto. Il percorso che il CSOA Terra di Nessuno porta avanti condivide con il CSOA Gabrio queste pratiche e rivendica l’autoproduzione di cannabis come strumento di lotta al proibizionismo. Anche il Terra di Nessuno nel 2013 ha subito un aggressione poliziesca dalle simili modalità, e forte della solidarietà dalle realtà autogestite che condividono la lotta antiproibizionista, ha continuato a portare avanti la propria lotta in tutte le sue pratiche. Allo stesso modo siamo consapevoli che il CSOA Gabrio non si farà intimidire da questo vile atto e continuerà la lotta che da vent’anni anni lo rende un punto di riferimento nel movimento antiproibizionista. Ai compagn* del Gabrio va tutta la nostra solidarietà e complicità.

19 anni di CSOA Terra di Nessuno!

Ci sono luoghi la cui estetica, forma e utilizzo sono predeterminati e sempre maniacalmente conservati, senza prospettive di sviluppo e cambiamento, strumenti di scopi ben precisi e sempre uguali a se stessi.

Luoghi creati allo scopo di controllare, indottrinare, illudere e sfruttare gli esseri umani. Progettati per infondere paure, invidie, solitudine, individualismo, divisioni, intolleranza e ignoranza.
Luoghi fisici e astratti, digitali e mentali dove i sensi sono irretiti e falsati, la realtà alterata allo scopo di favorire sempre il proprietario o “creatore” del luogo assoggettando chi li frequenta al suo volere.

Ma non crediamo sia giusto che un luogo determini le azioni, i pensieri e le aspettative delle persone. Crediamo siano gli esseri umani e viventi a dar senso e vita ai luoghi secondo le proprie necessità.

Il CSOA Terra di Nessuno era un rudere divenuto discarica.

Negli anni, grazie alla vita che lo ha animato, DSC_0765 - Copiaè diventato mille luoghi e nessuno in particolare.
È stato orto palestra cucina teatro centro di primo soccorso scuola dormitorio officina laboratorio rifugio sala prove piazza e molto altro.

È stato in prima linea contro sfruttamento e repressione, al fianco di chi lotta contro la devastazione dei territori, contro chi erige confini e barriere per impedire che le strade siano terreno di solidarietà e condivisione. Un luogo per dare spazio a cultura indipendente e socialità resistendo alle logiche di consumo.

Grazie alle persone che lo attraversano ha cantato, respirato e lottato, amato e sofferto: ha vissuto.

Ora questo percorso compie 19 anni ed è giovane come il primo giorno, saggio come sarà l’ultimo. Non è più solo un luogo, uno strumento ma vita, forza, capacità, fantasia e verità.

Grazie a tutti quelli che sono e saranno la Terra di Nessuno, grazie a tutti quelli che si prendono gli spazi di cui hanno bisogno, grazie a tutti quelli che continuano a essere lotta e vita, che continuano a costruire ponti, piuttosto che erigere muri, per rialzare la testa e creare comunità, promuovendo orizzontalità e autogestione.

CSOA Terra di Nessuno

Assemblea ogni martedì ore 20

IMG_4869960979_10201189473191648_246649376_n

SABATO 19 DICEMBRE, dalle 22 il C.S.O.A. Terra di Nessuno è orgoglioso di festeggiare 19 anni di occupazione con voi.

A scaldare la serata ci saranno:Flyer finale 44x59

MATRIOSKA – Leggende dello ska punk italiano

Afterglow – Liquid rock

Tramontana – funky

A seguire Dj set by Cuffa Sound & TdN Crew

– entrata 5 euro – from 21 to 05 –

Festa del Raccolto 2014!

banner fdracc Anche quest’anno è tempo di raccolto! La festa del raccolto vuol essere tappa fondamentale del percorso antiproibizionista che da diverso tempo portiamo avanti. Il centro sociale Terra di Nessuno da anni rivendica il libero e consapevole utilizzo di sostanze, l’autoproduzione di Cannabis a scopo ludico e terapeutico e la liberalizzazione della sostanza stessa. Per sottrarci ai mercati delle narcomafie per noi esiste una sola soluzione: l’autoproduzione! L’abolizione della Fini-Giovanardi ha contribuito alla disinformazione e ha creato ancor più confusione riguardo le politiche sulle droghe. Le principali vittime di queste pratiche proibizioniste sono i malati che utilizzano cannabis a scopo terapeutico. Nonostante le ricerche scientifiche dimostrino l’efficacia dei principi attivi della cannabis, i medici che ne riconoscono la validità sono ancora una minoranza. Spesso e volentieri le terapie somministrate ai pazienti sono invasive e costosissime, ad evidente vantaggio economico delle case farmaceutiche. Inoltre i recenti sviluppi nelle politiche sulle sostanze a livello mondiale vanno in una sola direzione… Liberalizziamo l’autoproduzione e l’utilizzo di cannabis! Vi aspettiamo alla festa del raccolto! === ON STAGE === spettacolo teatrale: Canapa Conferenza Tragica a cura di Giovanni Foresti e Paola Omodeo Zorini. spettacolo teatrale tragicomico sui temi di canapa e legalità concerto live con: Eazy Skankers feat Papa Paul inna GANJA CHUNE style Dancehall con: Groove Yard Rankin Fabio longside Rino Sismanan Liguria Reggae All stars TDN Massive – jungle/d’n’b ===CHILL OUT ZONE=== *INFOJOINT* Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sulle sostanze e non hai mai osato chiedere! *info sostanze e riduzione del danno *magazines anti-repressione e antiproibizionismo *zona di decompressione e relax *copie della Bibbia di Jorge Cervantes “Marijuana: orticoltura della Cannabis”, in fomato pdf, redatta dai compagni antipro del TDN,  introvabile a Genova.

La vittoria dei cervelli bucati

Oggi sono giunti al termine 8 anni di una legge profondamente ingiusta. Oggi, la corte costituzionale ha decretato l’incostituzionalità, e dunque l’abrogazione, della legge fini-giovanardi sulle droghe.

Questo, per tutti coloro che partecipano alla lotta antiproibizionista, rappresenta un evento importante e sicuramente positivo nel percorso antipro, dopo quasi un decennio di politiche dannose e criminogene, che la voce proibizionista e collusa con le mafie della politica di palazzo propagandava a gran voce. Quanto avvenuto oggi rappresenta solo un piccolo ma significativo passo verso un vero cambiamento in tema di regolamentazione delle sostanze; e oggi è ancora più necesario che la voce del movimento antiproibizionista che ha portato alla mobilitazione dell’8 Febbraio a roma, si faccia ancor più forte e sia ancor più determinata nel portare avanti le nostre rivendicazioni. E’ il momento di alzare la testa e far sentire la propria voce perchè lo spettro di una “fini giovanardi 2” non è così lontano dalla realtà di un paese dove resistere alla militarizzazione di una valle è considerato terrorismo, dove chi dovrebbe rappresentare gli interessi di un paese rappresenta gli interessi di pochi, dediti allo sfruttamento e al guadagno, quando il prezzo di austerity e ingiustizia sociale grava quotidianamente sulla vita di tutt*.

Oggi è un nuovo punto di partenza, e mentre la strada dell’antiproibizionismo si fa sempre più concreta, è sempre più necessaria la partecipazione di tutt* a questo percorso di riappropriazione di un diritto che ci spetta, quello di autoprodurre cannabis e praticare un uso consapevole di sostanze senza rischiare il carcere, fino a quello dei malati di potersi curare con questa pianta.

Vi invitiamo dunque a informarvi e a partecipare alle iniziative antiproibizioniste, perchè solo uniti potremo scardinare il proibizionismo.

Giusto o sbagliato,

Festa della Semina – Comunicato

ManifestoSemina50x70   Anche quest’anno, la festa della semina è un momento per raccogliere idee, riflettere, organizzarsi e preparare il terreno per il futuro. La situazione attuale è un caos in cui tutto può accadere. Grandi sconvolgimenti sociali, frutto della crisi, hanno tra i loro effetti quello di metterci a confronto con la realtà, non potendo più permetterci comode illusioni. Sempre di più le categorie sociali in cui per anni siamo stati costretti senza quasi accorgercene vengono meno, anche se la strada verso la parità sociale è ancora lunga, iniziamo a sentirci più simili e vicini, sopratutto nelle difficoltà. È un buon momento per far valere i propri diritti e concretizzare lotte che partono da lontano e hanno visto mietere moltissime vittime sotto i colpi della repressione.  Siamo stanchi di vivere con il peso della paura generata dalla persecuzione. Stanchi di dover subire il disagio sociale, l’abuso di sostanze e le situazioni di spaccio; reazioni spontanee ma disorganizzate e senza speranza, che di fatto non fanno altro che contribuire a mercato nero, narcotraffico e controllo sociale, rendendoci incapaci di difenderci e contrastare i loro effetti negativi. Stanchi di dover rinunciare a una vita libera, all’autodeterminazione personale solo per il beneficio degli avidi, solo perchè non sappiamo organizzarci. Se vogliamo andare oltre tutto questo, dobbiamo innanzitutto superare gli individualismi, le differenze. Trovare punti in comune su cui unirci, confrontarci e superare le differenze. Solo collaborando potremo avere la forza per raggiungere gli obiettivi davanti a noi. Solo smettendo di pensare ognuno al proprio orto o campo, al proprio misero tornaconto, potremo riuscire una volta per tutte ad affrontare chi impone il proibizionismo e tutto ciò che ne consegue, dal narcotraffico allo spreco delle risorse, dal controllo sociale all’accanimento su chi con la canapa si cura. È il momento di mettersi in gioco in prima persona, unirsi e coordinarsi localmente e a livello nazionale per affrontare seriamente il problema. Questo già inizia ad avvenire in molte città d’italia, producendo piccoli e grandi significativi risultati, passi avanti verso la meta. La nascita spontanea di collettivi volti alla riduzione del danno, di associazioni per l’autoproduzione collettiva di cannabis ad uso terapeutico e le iniziative comuni dei centri sociali in occasione di questa semina ne sono la prova tangibile. Non si può più aspettare: dobbiamo smetterla con l’indifferenza e la rassegnazione.

Si può sradicare qualche pianta, non si sradicano le idee!

sfondo festa raccolto

Questa mattina, 24 Ottobre 2013 alle ore nove e venti abbiamo ricevuto la visita di reparti digos e antidroga al centro sociale Terra Di Nessuno.

Si sono presentati con mandato di perquisizione per accertare la presenza di piante di cannabis, trovandone e sequestrandone numerose.

Probabilmente la segnalazione viene da chi nel quartiere, troppo ottuso per comprendere e discutere faccia a faccia, preferisce gridare insulti da lontano, diffondere odio, e accanirsi contro chi è per loro motivo di invidia data la maggiore presenza e riconoscimento nel quartiere rispetto al loro auto eleggersi paladini a scopi elettorali.

Siamo tranquilli, mai abbiamo nascosto anzi rivendichiamo la nostra natura antiproibizionista e militante, praticando l’autoproduzione da più di 15 anni con l’intento preciso di scardinare la legislatura mafiosa, repressiva e criminogena che affligge il nostro paese. Consapevoli di rappresentare una realtà scomoda e facilmente attaccabile, non ci sottraiamo al conflitto e proseguiamo senza timore, coscienti che solo resistendo riusciremo a realizzare i nostri scopi e dimostrare le nostre ragioni. Alla luce del sole perché non abbiamo niente da nascondere.

Il nostro percorso non è improvvisato né volto a un semplice ed egoistico uso personale. Da anni autoproduciamo allo scopo di informare i consumatori, sostenere fattivamente chi SI CURA con questa pianta e si vede sottratto il diritto a questa possibilità (cancro, sclerosi multipla, epilessia e HIV solo per citare alcune patologie) . Portiamo avanti progetti contro lo spaccio e l’abuso di sostanze tra i giovani essendo tra le poche realtà che si pongono in Italia il problema della prevenzione e riduzione del danno e non esclusivamente della repressione cieca. Ad ogni serata sono presenti punto informativo, primo soccorso e chill-out, cosa che non avviene in nessun locale commerciale riconosciuto.

Affrontiamo il problema del sovraffollamento delle carceri e delle comunità di recupero e i conseguenti degrado e ingestibilità delle stesse senza contare la sofferenza di chi vi è recluso.

Ci confrontiamo periodicamente con solide e riconosciute realtà nazionali e internazionali (Sert, comunità di S. Benedetto al Porto e realtà istituzionali e non di Spagna, Belgio, Francia, Austria) per ampliare riflessione e consapevolezza, abbiamo organizzato numerosi incontri culturali e informativi su questi temi per contribuire allo sviluppo sociale in questo senso, in risposta all’interpretazione colpevolmente superficiale che tutti i giorni giornali e tv propagandano a gran voce peggiorando di fatto la realtà del consumo di sostanze.

Il collettivo ritiene un furto vero e proprio (nella sostanza se non nel merito) quello operato dalle istituzioni. Nei nostri confronti, nei confronti dei malati che si affidano a questa risorsa per sopravvivere e dei partecipanti alla festa del raccolto che si vedono sottratti ciò che noi ogni anno REGALIAMO in questo momento di festa e crescita collettiva.

Una perdita che al di là della fatica e dell’impegno, è politica e mai economica in quanto MAI abbiamo tratto alcun genere di profitto economico o materiale col nostro lavoro volontario.

Di fatto quanto accaduto oggi è una vergogna per una città che si ritenga civile e matura, in quanto l’antiproibizionismo e le pratiche che portiamo avanti sono riconosciute e affrontate con oggettività a livello internazionale.

Nel periodo attuale di crisi si sprecano risorse economiche, giudiziarie e umane per affrontare ridicole questioni botaniche. Un intero paese in ginocchio e decine di migliaia di persone recluse e perseguite al solo scopo di garantire profitto a narcotrafficanti e gestori di comunità di recupero senza scrupoli, per puro tornaconto personale.

Crediamo che in questo momento non si debba abbassare la testa e scoraggiarsi, anzi unirsi e ribadire a voce ancora più sicura le nostre ragioni. Finirla di farsi tenere in scacco da affaristi e sfruttatori d’anime che agiscono attraverso la paura, perché uniti e consapevoli possiamo finalmente rivoluzionare anche questo ennesimo aspetto ignobile e marcio della nostra società.

 

Invitiamo quindi la cittadinanza, i pazienti, i militanti e i semplici consumatori che riconoscono e non vogliono ignorare la questione ad unirsi a noi Sabato 26 Ottobre dalle 16.00 in P.zza De ferrari per un presidio itinerante in cui condannare questo ennesimo attacco propagandistico e ribadire le nostre posizioni.

 

Ogni atto di solidarietà adesione e diffusione di questo e comunicati inerenti, la partecipazione e la discussione del tema sono i benvenuti!

 

 

Collettivo CSA Terra di Nessuno.